Percorso formativo


a) Il curriculum in Storia del Dottorato prevede l’obbligo di frequenza delle attività scientifiche e didattiche comuni,  che si articolano in giornate seminariali e in incontri specifici (lezioni, conferenze), definiti dal Collegio dei docenti con cadenza periodica. Periodicamente, i dottorandi saranno tenuti a intervenire con proprie relazioni, sulla base delle ricerche in corso.

b) I dottorandi di ciascun indirizzo saranno tenuti a partecipare a lezioni/seminari organizzati, annualmente, dai docenti del curriculum su metodologie di indagine e problemi storiografici.

c) Ogni anno, i dottorandi dovranno partecipare ad almeno due convegni di studio in Italia attinenti le tematiche oggetto della tesi e selezionati in accordo con i docenti dell’indirizzo di riferimento. Nel corso dei tre anni di dottorato ciascun dottorando dovrà anche trascorrere un soggiorno di ricerca di almeno tre mesi all’estero.

d) I dottorandi saranno tenuti a registrare in un proprio portfolio tutte le attività formative e scientifiche alle quali parteciperanno, comprese quelle indicate ai precedenti punti a, b e c. Detto portfolio dovrà essere incluso nella relazione annuale relativa all’avanzamento della ricerca.

e) I dottorandi dovranno concordare con il proprio tutor un percorso di approfondimento della storiografia legata al proprio percorso di ricerca. Detta attività dovrà essere segnalata nel portfolio.

f) Per una regolare e adeguata attività di tutoraggio sono da prevedere incontri a scadenza mensile fra dottorando e supervisore. Oltre ad un docente interno al Collegio, si valuterà di volta in volta l’opportunità di affiancare, come consulente o co-tutor, un esperto esterno con competenze specifiche.

g) La presentazione dell’avanzamento delle ricerca verrà svolta una volta all’anno, in presenza  del Collegio dei docenti, di esperti esterni opportunamente invitati, e di tutti i
dottorandi.

I dottorandi sono tenuti al rispetto di alcuni stadi di avanzamento ed esposizione della ricerca individuale:

  • Nel primo anno il dottorando dovrà articolare le finalità generali della sua ricerca (che potranno essere arricchite o meglio definite nello svolgimento del lavoro); esaminare la letteratura e le fonti disponibili; precisare i metodi di acquisizione di fonti inedite. Dovrà inoltre iniziare la schedatura del materiale documentario e presentare entro il 15 ottobre al Coordinatore e al Collegio docenti un primo capitolo di almeno 50.000 caratteri. In esso saranno discussi i problemi di metodo, lo stato delle fonti e la storiografia relativa al tema della tesi.
  • Nel corso del secondo anno inizierà la vera e propria elaborazione della tesi, che per l’archeologia potrà consistere nella raccolta e organizzazione delle fonti e, per le tesi basate su fonti scritte, nel completamento della schedatura del materiale documentario e nell’avvio della sua analisi. Al termine del secondo anno il dottorando dovrà presentare entro il 15 ottobre al Coordinatore e al Collegio docenti un capitolo di almeno 50.000 battute relativo a un argomento concordato con il tutor.
  • Nel terzo anno – oltre a ultimare l’interpretazione delle fonti, curando in particolare la congruenza con le finalità proposte e con il più aggiornato dibattito internazionale – il dottorando dovrà presentare al Coordinatore a al Collegio dei docenti entro il 31 ottobre una versione semidefinitiva della tesi da sottoporre a due revisori esterni. Entro il 15 marzo dell’anno successivo il candidato dovrà presentare la versione definitiva della tesi e inviarla ai commissari di esame finale (assieme ai giudizi dei revisori esterni e al parere del collegio docenti). La discussione della tesi avverrà entro il mese di aprile.